Comunita Cattolica Italiana Sacri Cuori di Gesù e di Maria , Leonberg  © 2010 - Disclaimer

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 La Santa Famiglia di Nazareht:

modello ideale

 

Giuseppe accolse con delicatezza un così alto sentimento e rispose con altrettanto amore. Il loro amore era così sublime da appartenere già al livello degli angeli.

Giuseppe mai reclamò per sé soddisfazioni umane,

sempre attento ad indovinare i desideri di Maria santissima, pronto e vigile nella tutela.


Giuseppe provò molta gioia nel vedere il suo fanciullo crescere, giorno dopo giorno, stringerlo tra le sue braccia, ben sapendo chi ero. Con amore egli curava tutta la famiglia, non risparmiandosi nella fatica.
Quando fu il tempo di fuggire in Egitto, non ebbe dubbi o tentennamenti, lasciò tutto quello che aveva, compresa la sicurezza del pane, per salvare suo figlio. Molti sottovalutano il suo ruolo di padre e la sua fatica.

Maestro di rettitudine, Giuseppe seppe essere un esempio per tutti i padri di famiglia, dimostrò che era possibile amare ardentemente, ma di un amore proteso verso il nucleo famigliare senza ritenere nulla per sé: la gioia era la luce riflessa del profumo delle virtù.

Ogni famiglia dovrebbe volgere il suo sguardo a questa Santa Famiglia di quel tempo. Quanti coniugi interpretano il proprio ruolo come il più importante, sviluppano l'amore egoistico
per il proprio piacere; così accusano l'altro,

mentre non fanno nulla per comprenderlo.

I figli poi sono come teneri boccioli.
Occorre che il giardiniere li innaffi adeguatamente e il sole li riscaldi, affinché con il tempo il fiore sbocci rigoglioso e spanda il suo profumo soave. Se il bocciolo invece è abbandonato a se stesso, le erbacce cercheranno di soffocarlo

e la mancanza d'acqua, prima o poi, lo farà appassire; per lui non c'è scampo, da solo non può farcela.

Così è per i nostri fanciulli, essi sono bellissimi boccioli che attendono di schiudersi; occorre però irrorarli con la luce della verità e riscaldarli con il sole dell'amore. Tanta cura voi dovete dedicare loro, affinché le erbacce dei vizi e delle false inclinazioni non li soffochino. Se da un lato dovete preoccuparvi della loro crescita umana, dall'altro dovete impegnarvi nella loro crescita spirituale e morale, per trasferire quella luce che permetterà loro di camminare sulla retta via. Quante mamme e papà non fanno mancare nulla al figlio, anzi donano il superfluo, credendo in questo modo di donargli la felicità.

In questo tempo, quanto numerosi sono i fanciulli, i bambini infelici che attendono dai loro genitori l'unica cosa preziosa, l'amore, l'affetto e una guida sicura per le vie dello sviluppo. La famiglia è l’amore coniugale che si riversa sui figli e racchiude il nucleo familiare. Il bocciolo diventa fiore, alimentato dall'amore di mamma e papà, il suo profumo sarà più o meno intenso in proporzione alle virtù
che si è riusciti a coltivare insieme.

Famiglia, sublime opportunità di crescita per tutti i suoi membri, è l’amore che chiama amore e nell'amore la gioia di donare e di vedere i frutti. Se talvolta la fatica farà scendere lacrime di sudore, saranno gocce per alimentare
la volontà di procedere e crescere insieme.
Se uno dei membri non intende svolgere il suo compito, oppure è incapace di donare perché è ancora chiuso nel suo egoismo, poca importa gli altri membri che sanno amare
lo aiuteranno a maturare.

Maria e Giuseppe erano uniti teneramente nella gioia e nel dolore per il loro figlio così amato da offrire se stessi: Gesù era il loro sole. Seppero accudire teneramente il loro bocciolo, innaffiandolo giorno dopo giorno con le loro virtù e riscaldandolo con il loro amore.

 

Guardiamo a loro con fiducia, domandiamo aiuto ed essi ci verranno incontro come se fossimo i loro figli, ci sosterranno e ci infonderanno il desiderio di crescere e di accudire i nostri boccioli se ne avremo.

Ci faranno sperimentare nella famiglia

quel desiderio di amare che

solo gli angeli possiedono.


 

La famiglia cristiana ,

"Chiesa domestica"

 

La famiglia è la prima comunità umana, fondata sul “vincolo del  sangue”, perché caratterizzata da una  fondamentale  omogeneità. Creando l’uomo e la donna,  Dio ha istituito la  famiglia umana e l’ha dotata della sua  costituzione  fondamentale: i suoi membri sono persone  uguali in dignità, anche se vi è una diversità di  responsabilità, di diritti e di doveri, per il bene comune  della stessa famiglia.
La tradizione cristiana non impone un modello suo proprio  di  famiglia, ma indica un insieme di valori in ordine ai  quali ogni  famiglia può essere giudicata. In primo luogo,  anche la vita  familiare deve costituire una esperienza di  autentico amore  cristiano, come espressione di persone  redente e della loro vita  morale. La famiglia è un luogo di  sperimentata solidarietà e  dedizione incondizionata  all’altro, una forma di coesistenza che  si spinge al di là di  se stessa per realizzarsi eventualmente in  altre  situazioni. La salvezza della persona e della società  umana  e cristiana è strettamente connessa con una felice  situazione  della comunità coniugale e familiare. “La  famiglia, nella quale le  diverse generazioni si incontrano  e si aiutano vicendevolmente a  raggiungere una saggezza  umana più completa e a comporre  convenientemente i  diritti della persona con le altre esigenze  della vita  sociale, è veramente il fondamento della società” (GS  52)  e una scuola di umanità più ricca.

 

Dalla Scrittura ci vengono alcuni dati di fondo (assieme a  prospettive più situate nel tempo e quindi caduche). Il  testo  sacro, prima di tutto, relativizza la famiglia, perché  la fede  cristiana non si esaurisce nel rapporto familiare,  ma concede  primato al Regno di Dio: anche i vincoli  familiari passano in  secondo piano di fronte alla chiamata  di Dio (Mt 10,37) e da  questa sottolineatura derivano la  libera scelta del coniuge, le  libere scelte dei figli e  l’affermazione dei diritti del singolo  rispetto a quelli del  gruppo. I vincoli familiari, sebbene  importanti, non sono  assoluti: prima vocazione del cristiano è  seguire Gesù,  appartenere alla famiglia di Dio e condurre una  vita conforme alla sua volontà (Mt 12,49).

 

Una seconda indicazione riguarda la strutturale parità fra  uomo e  donna (Gal 3,28): questa radicale uguaglianza  viene asssunta  come criterio dei rapporti tra marito e  moglie, anche se non sono  mancate le contraddizioni e gli  errori nel corso del tempo.  L’ultima indicazione che ci  viene dalla Scrittura riguarda i criteri   quotidiani  dell’amore reciproco (Col 3,18s) e della sottomissione  (Ef  5,21; 1Pt 3,9), vista nella prospettiva liberante  dell’annuncio  evangelico.
La Familiaris Consortio (1981) vede nella famiglia, “intima  comunità di vita e di amore”, il luogo dove si forma una  comunità di persone; questo compito si esplica a servizio  della  vita, sia nella fecondità, sia nell’impegno educativo,  sia in altre  forme di attenzione diffusa. La famiglia è  chiamata ad essere  scuola di socialità e di umanizzazione  della società, senza  dimenticare il suo contributo alla  missione della Chiesa, di cui è  volto domestico (LG 11).  In effetti, “la famiglia cristiana offre  una rivelazione e una  realizzazione specifica della comunione  ecclesiale” (FC  21); è una comunità di fede, speranza e carità,  segno e  immagine della comunione trinitaria. Partecipa all’opera    creatrice del Padre attraverso la procreazione e  l’educazione e le  relazioni che si stabiliscono al suo  interno la rendono una  comunità privilegiata.

 

Per quanto concerne l’ambito sociale, la famiglia è cellula  primaria e fondamentale della società (AA 11), che ha  assunto  configurazioni differenti nelle varie epoche  storiche. In effetti le  mutazioni sociali e culturali della  società hanno modificato e non  poco la struttura e la vita  della famiglia in occidente, provocando  soprattutto il  passaggio dalla famiglia “patriarcale” alla famiglia  “nucleare”. La prima, tipica della cultura agricola, era  normalmente una famiglia allargata a vari nuclei familiari  presenti sotto le stesso tetto e sotto la comune autorità  di un  capofamiglia, con una sua sufficienza educativa,  culturale ed  economica. I tempi moderni, invece, hanno  dato vita a famiglie  più ristrette, composte normalmente  dai coniugi e dai figli, che  hanno perso una loro stabilità  compiuta, riscoprendo però  relazioni libere e più  autentiche.

L’autorità, la stabilità e la vita di relazione in seno alla  famiglia  costituiscono i fondamenti della libertà, della  sicurezza e della  fraternità nell’ambito del vivere civile.  L’importanza della  famiglia  per la vita ed il benessere  della società comporta per  quest’ultima una particolare  responsabilità nel sostenere e  consolidare il matrimonio e  la famiglia, con politiche e forme di  tutela adeguate.

Nella famiglia, inoltre, ogni relazione diventa personale e  motivata: la paternità divina fonda l’onore dovuto ai  genitori da  parte dei figli e motiva comportamenti di  rispetto (pietà filiale),  riconoscenza, obbedienza e aiuto  responsabile. I genitori, invece, sono tenuti al compito  educativo come all’estensione  della loro fecondità  coniugale; a loro spetta il dovere di educare  alla fede e ai  suoi contenuti; creare un contesto in cui ci  sia formazione  reciproca alle virtù; provvedere ai bisogni  materiali,  spirituali e culturali dei figli con forza e discrezione,  accompagnandoli fino alla soglia delle decisioni.  L’attenzione tra  genitori e figli si riflette inevitabilmente  anche sulle relazioni tra  fratelli e sorelle e su ogni  dinamica familiare. La comunità  parrocchiale, infine, è la  comunità eucaristica e il cuore della vita  liturgica delle  famiglie cristiane oltre che luogo privilegiato di  formazione per genitori e figli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Santa Messa

OGNI Domenica

alle ore 11,00

S. Benedictus Kapelle (Edith -Stein -Haus)
Gerlinger Str.71

Leonberg / Ramtel